Ontosofia

ONTOSOFIA PSICOSOMATICA

L’Ontosofia Psicosomatica è un approccio psicosomatodinamico. Propone un modello di psicoterapia integrato che accanto ad una specificità psicoterapica, vede la confluenza di valenze provenienti dal campo della fisica e della filosofia. Storicamente nasce dall'incontro fra:

Francesco Palmirotta, psicologo-psicoterapeuta, che dal 1981 ha dato vita a Bari ad un gruppo di formazione in psicoterapia, poi divenuto Scuola di Ontosofia Psicosomatica. La ricerca psico-filosofica, che Francesco Palmirotta stava conducendo fin dagli anni ’70, lo portò ad intuire la possibilità dell’esistenza di un principio di autoorganizzazione della realtà dell’essere umano. A quell’epoca egli si era avvicinato a correnti di meditazione orientale, al training autogeno e alla bioenergetica che però non lo soddisfacevano pienamente. Era infatti alla ricerca di una scuola di psicoterapia che avesse maturato un approccio umanistico-esistenziale in campo terapeutico. Scoprì la psicologia dell’essere di Maslow e Sutich, che avvertiva però staccati dalla cultura della filosofia presocratica e dalla terapeia su base psichica, intuita e formulata, per primi, dai pitagorici e da Parmenide. Nell’intento di congiungere la psicologia dell’essere di Maslow e la filosofia dell’essere presocratica, pitagorico-parmenidea, in ambito terapeutico, cominciò ad elaborare la teoresi prassi dell’Ontosofia Psicosomatica, coniandone il termine.

Davide Bigalli, ordinario di Storia della filosofia all'Università Statale di Milano, collabora sin dal 1993/1994 (quando era ordinario all’Università di Bari) con Francesco Palmirotta e contribuisce alla stesura della relazione “La saggezza dell’Essere Psicosomatico” presentata al V Congreso Mundial del Nino Aislado (Buenos Aires, 1994), che costituisce la prima presentazione dell’Ontosofia Psicosomatica, in ambito scientifico internazionale.

Franco Selleri, ordinario di Fisica Teorica all'Università di Bari, nel suo dialogo con Francesco Palmirotta, “inchioda” costantemente la sperimentazione del principio di Ontosofia Psicosomatica su fondamenti epistemologici e riscontra, in un dibattito autentico e senza frontiere o paradigmi, la verificabilità e la ripetibilità dei risultati psicosomatici ottenuti attraverso la psicoterapia ontosofica.

ANNO DI INIZIO DELLE ATTIVITA' - RIEPILOGO DELLE ATTIVITA' SVOLTE.

L'indirizzo della scuola, già delineato dal 1981, ha trovato sistemazione nel 1993 col nome di Ontosofia Psicosomatica. La scuola fa capo all'Associazione omonima (A.O.P.) costituitasi nel 1993 allo scopo di promuovere l'attività di ricerca e formazione in campo psicoterapico. Precedentemente tali attività erano svolte dall'Associazione Maieutica Ontico-Esistenziale (già "Arte e Vita", 1985) che esiste a tutt'oggi ma che si dedica prevalentemente ad attività di Musicoterapia.

'A.O.P. svolge costante attività scientifica e formativa e collabora con Università italiane e straniere, Enti locali, Scuole publiche e private (vedi scheda allegata). Organizza annualmente in collaborazione con L'A.M.O. e con il patrocinio di Università, Associazioni, Enti pubblici e Organismi intenazionali, l'“International Conference Solinio Art and Science”. Organizza inoltre convegni, seminari, stage di formazione per i propri iscritti e studenti, rassegne artistico culturali, conferenze, ecc. (vedi allegato).
L'attività fomativa si articola nella scuola di specializzazione in psicoterapia di cui all'oggetto, in corsi annuali e biennali di aggiornamento e formazione su argomenti specifici; stage di approfondimento.
A distanza di più di cinque anni dalla prima presentazione al MURST della domanda di riconoscimento dei corsi, l’Associazione di Ontosofia Psicosomatica può documentare la propria presenza in campo nazionale e internazionale avendo consolidato i rapporti già in essere nel 1993 e allora non esplicitati perchè ancora a livello informale. E’ il caso di evidenziare che l’A.O.P. già affiliata alla AHP (Association of Humanistic Psychology – San Francisco- CA) dal 1994, è diventata nel 1997 un AHP Comunity-Center ed è l’unico liason italiano della stessa. Nella prossima Conferenza annuale dell’associazione (XII International Conference Dream Eros and Psyche, 25-27 settembre 1999- sponsorizzata, fra gli altri dal WCP e dall’AHP) sarà presente, non a caso, la direttrice esecutiva della AHP prof.
Georgia Berland. Nel 1997 alla 7th Conference of the EAP "Fondamenti comuni e diversità di approcci in psicoterapia" tenutasi a Roma, Francesco Palmirotta, in qualità di Direttore della scuola ha presentato il modello terapeutico dell’Ontosofia, nella sezione New Trends, col titolo: "Ontosofia Psicosomatica: lineamenti storico-filosofici” .
Oltre ad attivare collegamenti nazionali e internazionali la scuola ha dato una definizione più completa al proprio modello teorico e alla prassi clinica grazie al corredo di casi risolti (con un follow up di oltre cinque anni) e al confronto con rappresentanti di altre scuole attraverso la partecipazione a congressi nazionali e internazionali. Si noti che Francesco Palmirotta, in qualità di direttore della scuola, è stato invitato come keynote speaker allo scorso Congresso Mondiale di Psicoterapia organizzato dal WCP (Vienna, luglio 1999).

PREMESSA

L’Ontosofia si richiama alla psicologia umanistico-esistenziale e in particolare alla psicologia dell’essere (ontopsicologia) di Maslow e Sutich dalla quale tuttavia emancipa una sua specificità per il fatto di aver ritrovato le proprie radici nella vetusta concezione magno greca di “saggezza dell’essere” dei presocratci e di Pitagora.
Del modello umanistico-esistenziale condivide la rottura col determinismo e il riduzionismo meccanicistico delle teorie psicologiche a cui mancavano i presupposti filosofici del pensiero greco e magnogreco e condivide l’attenzione verso le esperienze soggettive interne, il qui ed ora, il modo in cui la persona sperimenta il suo esistere e il suo “essere nel mondo” (1). In particolare la scuola di Ontosofia riprende il motivo rogersiano dell’autorealizzazione come tendenza base dell’organismo a realizzarsi in relazione al suo potenziale di crescita innato e quello di Maslow quando afferma la presenza nell’individuo di un’attiva volontà che mira alla salute, un impulso alla crescita e all’attuazione delle potenzialità uman (2). E’ qui che l’Ontosofia ricongiunge la psicologia umanistica alla filosofia dell’essere (a partire dai presocratici fino alla fenomenologia esistenziale) e alle recenti acquisizioni della psicosomatica, della fisica (autoorganizzazione della materia di Schrodinger) (3) e della biologia (autopoiesi di Maturana e Varela) (4). Da Pitagora, l’Ontosofia riprende la concezione dell’esistenza della materia come entità indefinita (l’Essere-Ontos) rispetto al pensiero che, per comprendere, deve suddividere, contornare, delimitare, frammentare e quindi matematizzare il reale. Il reale così, noi possiamo pensarlo soltanto sul piano del discorso, che è fatto di elementi, di uno che è stato frantumato, e che ritorna unità solo come somma; l’unità originaria possiamo recuperalra solo come armonia. L’essere, che è il tutto pieno, si scandisce pertanto in relazione al non essere: con il vuoto questa scansione è una scansione fisica, è un ritmo (= numero). La vita del tutto si scandisce secondo il ritmo dei contrari (pieno - vuoto, forte – piano) e la congiunzione dei contrari costituisce l’armonia del tutto. La vita, quindi, risulta dall’equilibrio della respirazione, soffio vitale, che è la congiunzione armonica, equilibrio, scansione dialettica di essere e non essere: è la psiche presente a tutto. Quando nell’uomo viene meno questo equilibrio, allora insorge la malattia. Per questo gli uomini muoiono, perché non possono ricongiungere il principio con la fine, perché non possono tener desto questo ritmo. Questo respiro, secondo Pitagora, non è individuale. E’ l’individuo che muore, la psiche vive nel tutto perché il tutto è vivente, noi siamo soltanto frammenti, numeri, delimitazioni del tutto che possono non riuscire a mantenere l’equilibrio; ma c’è un equilibrio cosmico, per cui la psiche è comunque presente, dovunque c’è il vivente, anche se i singoli viventi scompaiono. La cura dei corpi non può essere staccata dalla cura della psiche: va ricercato l’equilibrio che si è rotto (5). Possiamo dire quindi che l’Ontosofia, pur essendo recente come conio verbale ed epistemico, ha una premessa antica sulla quale fonda la possibilità-potenzialità metodologica e sistematica (significativamente scientifica) di operare, con buona professionalità psicoterapica (senza l’ausilio di alcun altro mezzo che non sia psichico, comportamentale, o della cognizione-coscienza, o dell’intenzionalità di saggezza psicosomatica) l’eliminazione del malessere e il ripristino dell’autogestione responsabile della salute.
Approfondendo l'aspetto etimologico ed ermeneutico, possiamo verificare che il termine Sophos - inteso come sfera d’azione dell’energia psichica, luminosa e illuminante, intenzionalità dell’essere vivente - nasce nella storia e nella cultura prima di Logos ed ha un significato più esteso e più radicalmente cosmico, nonostante sia stato rimosso e svuotato di senso vitale. Nella concezione e pratica scientifica dell'Ontosofia, il Sophos riottiene il suo posto di preminenza perché ricostituisce ed evidenzia il senso psicosomatico della parola-azione (verbo-agente) nel setting terapico: la semantica originaria viene attuata dal terapeuta come intenzionalità dell'essere tramite il suono-parola, che, in quanto tale, dispiega l'energia della sua forza nel mondo individuale, nella psiche soggettiva. Il valore terapeutico della parola nasce, quindi, quando si attua, durante la seduta di psicoterapia, una comunicazione tra chi (il terapeuta) ha imparato i propri segnali psicosomatici e li sa vedere esattamente nell’altro (percezione psicoorganismica) e l’altro (la persona cliente), realizzando così relazioni reali e armoniche sulla base etico-intenzionale dell’eliminazione del sintomo d’ingresso. Il sophos pertanto guida il logos in quanto sagezza progettante della tendenza all’autoorganizzazione o del principio dell’azione (logos).
Ciò che in Ontosofia viene denominato “Sfera d’Azione” è sintetizzato nella formula: SfA = e . i = PA, cioè la Sfera d’azione è il risultato dell’intenzionalità (i) ontico esistenziale per l’energia (e) a disposizione della soggettivià individuata e ha come risultante la Psiche (P) in armonia (A): il benessere psicosomatico in armonia ecosistemica. Si vuole così ipotizzare l’esistenza di un’entità nucleare micro e macrocosmica più reale dei campi di forza (elettromagnetici, energetici, di vario genere o livello, semantici e no) che fa quadrare sempre i conti della vita fisica o psichica, che armonizza e ordina la dinamica fisica e la vita planetaria in una dimensione matematica presumibilmente esprimibile secondo l’idea della morfogenesi di Renè Thom (6) (e che si richiama a quella della mathesis pitagorica del numero) se pur non aritmeticamente riducibile ad una sommatoria quantitativa. Tutti i concetti riferiti ai campi di forza da Lewin (7) in poi, possono quindi essere superati in una visione finalistica delle forze interagenti: la “sfera d’azione”. Essa raccoglie il senso del macrocosmo e del microcosmo (cfr la concezione della geosfera riportata da James Lovelock (8) nei suoi studi di ecologia o ecosistemica terrestre e dal punto di vista filosofico, T. de Chardin (9), con il principio della noosfera) individuando la tendenza all’ordine propria della materia, ossia la propensione alla configurazione formale, stabile di ogni elemento atomico e subatomico, e quindi la propensione all’armonia con tutte le altre forme materiche. Il concetto di sfera d’Azione è ravvisabile anche in ciò che Schrodinger (10) definisce tendenza all’autorganizzazione della materia (che ha ispirato le scoperte di Watson e Crick sul DNA e che è assimilabile al concetto pitagorico di “armonia delle sfere” (11)) e anche “tendenza all’altruismo” come segno dell’evoluzione della specie in termini di ottimale organizzazione collettiva (12). Richiama inoltre il concetto di autopoiesi di Varela e Maturana come qualcosa di implicito all’energia e alla termodinamica dei componenti costituiti fisicamente(13). Ancora, la ricerca dei campi unificati di Einstein e la sua immagine dell’universo come sfera senza confini, può essere un’indicazione dalla fisica dell’idea psichica della sfera d’azione come vettorialità energetica multidimensionale nell’uomo.
Secondo l’Ontosofia questa tendenza è ravvisabile anche nell’intuizione cosmogonica esiodea di Eros e Psiche come principio creatore dell’universo. Con Pugliese Carratelli si è d’accordo nel considerare la tendenza all’amore e all’armonia (di concezione orfico pitagorica) come una forza edificatrice di civiltà autenticamente umane, diversamente dalla cultura omerica guerriera e distruttrice. Rileviamo ancora come nei presocratici fosse chiara l’idea di una tendenza armonizzante, unificante, fondante il reale (riscontrabile nella concezione dell’atomismo psichico di Democrito, nel divenire enantiodromico di Eraclito, nella conoscenza matematica di Pitagora, nell’apeiron di Anassimandro, nell’isonomia di Alcmeone) tendenza che oggi potrebbe coincidere con l’idea-congettura del salto quantico come mutazione, vibrazione e come onde sonore o luminose concepite da Schrodinger, Einstein e Selleri (14). Questi elementi, secondo l’Ontosofia, potrebbero coincidere con la psychè, entità reale armonizzante la physis del soma.
In sintesi, l’Ontosofia Psicosomatica, ritenendo che la psychè nella sua accezione psico-fisico-filosofica rappresenti il principio di autoorganizzazione della salute, del ben-essere umano, afferma che essa è incarnazione corporea (somatica) in quanto legge e capacità metamorfica (mutazionale) del dinamismo organico e corrisponde a istanze bioenergetiche focalizzabili nel soma.
Allo stesso modo termini come “engastrimytoi”, “pneumatikoi”, “logotikoi” che esprimono l’animo viscerale, l’anima passionale e l’anima razionale ed erano concezioni categorie del privato (15) ci indicano che, senza mutuare l’incarnazione dei centri energetici dall’oriente (buddista o induista, ecc.) come i chakra, era presente nella filosofia delle radici della cultura occidentale l’idea del corpo come multidimensionalità di focus energetici che convergono nell’atto dell’illuminazione estatica (exstatikoi, corrispondente al samadhi orientale) e che nella recente concezione della clinica psicosomatica corrisponde all’autorilassamento e all’autopoiesi psicoenergetica, risultante dall’estasi del benessere individuale (la salute psicofisica e l’autorealizzazione).
Per chiarire il rapporto tra Sfera d’azione e Psychè, possiamo dire che l’una e l’altra sono passaggi dell’identico essere naturale umano. Quindi, SfA = PA, dove PA è uguale alla Sfera d’azione che ha completato un ciclo di benessere salutare, di creatività, autorealizzazione storica del proprio progetto autoorganizzativo. Per quanto riguarda e . i, esprime l’energia di tutti i campi interagenti (fisiologico, mentale, socio-culturale, naturale, ecosistemico) coinvolta nell’azione totalizzante finalizzata a raggiungere la Psiche in armonia.
(*) Nell’analisi del mito e del simbolismo, ci distinguiamo dai modi junghiami e freudiani fondamentalmente perché recuperiamo il senso etimologico della parola simbolo nella connessione e negli effetti sullo psicosoma. Il simbolo (onirico, artistico, ecc.) deve avere una funzione di scioglimento (lisi) del sintomo d’ingresso nel setting psicoterapico, cosa che non accade a livello psicosomatico nella psicoanalisi e nella psicologia analitica. D’altra parte Freud e Jung non conoscevano le acquisizioni dell’archeologia nel Sud d’Italia pitagorico e magnogreco, che sono di epoca recentissima, da cui l'inesatta interpretazione del valore del simbolo che riteniamo più realisticamente connesso con il significato di alimento dello psicosoma, cibo dell’anima per il benessere (cfr Francesco Palmirotta in XXXV Convegno di Studi sulla Magna Grecia, Taranto, 1995, p. 556).

La psicologia sessuale dell’uomo è molto complessa, se si pensa che teoricamente il sesso ha un utilità unicamente dedicata alla procreazione non si capisce perchè alcuni uomini sani riscontrano problemi di erezione in caso di rapporti sessuali. La risposta è semplice, al giorno d’oggi il sesso viene visto come una prestazione più che qualcosa di naturale e grazie a questo molti uomini soffrono di ansie che non permettono il mecchanismo psicofisico che procura una erezione. Fortunatamente nel mercato esistono dei metodi naturali per migliorare questo genere disfunzioni, si tratta di prodotti come il Cialis naturale ed il Viagra naturale distribuito in Italia dalla Ultiamte Herbal. Si tratta di una capsula a composizione naturale che aiuta sia in termini di erezione che di durata del rapporto sessua. Questo ovviamente non risolve il problema psicologico ma senz’altro aiuterebbe in caso di situazioni impreviste.